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Anahata Yoga e Odaka Yoga - TANTRA E YOGA

ANAHATA YOGA: LO YOGA DEL CUORE

LA SINTESI DELLA VIA DELL'UNO

Nello Yoga del Cuore il cuore è considerato il centro vitale

e spirituale del nostro essere e che è in effetti il primo organo a

formarsi nel feto e quello a cui "oddediscono" tutti gli altri organi,

compreso il sistema nervoso.

Tutte le asana (posture) dello Yoga del Cuore sono orientate a

riportare il cuore come centro integrativo delle funzioni fisiche,

mentali, emozionali e animiche del nostro sistema.

Tramite l'attenzione consapevole e una particolare respirazione

(la respirazione Centrale), il riequilibrio e il benessere

psicofisico non viene più lasciato sotto il controllo della mente

ma sotto il controllo del cuore, la bussola interiore,

il ritmo fondamentale al quale muovere i giusti passi.

Millenni di supremazia di una polarità (maschile) sull'altra hanno

causato spesso sviste anche nelle migliori discipline lasciando

che gli scompensi individuali dilagassero in disagi

comportamentali e sociali.

Per riportare ordine occorre riconquistare il centro,

una visione che cerca una "assoluto" non come una vetta lontana

(la perfezione esclusiva di uno solo) ma un "assoluto" reale,

nel suo significato originario di sciolto, assolto, perdonato

mare accogliente in cui ognuno può immergersi.

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Il Tantra

Tantra è un termine sanscrito che significa "telaio" da cui "filo" che, attraverso il lavoro continuo,  può essere trasformato in un tessuto.

Si riferisce dunque ad uno stumento di unione che si trasforma in qualcosa di più ampio. nel suo aspetto di termine composto da tan - "espansione" e tra -"liberazione" . Indica  una filosofia e un insieme di pratiche millenarie (di origine Buddista Tibetana e Induista) il cui scopo è espandere la coscienza.

Ill filo che trasforma, unisce, libera ed espande in un nuovo tessuto è quindi la Consapevolezza

Nell'occidente attuale il tantra è conosciuto principalmente per alcune sue concezioni sulla sessualità e per le pratiche che ne derivano. Questo però è solo un aspetto.

 Yoni e Lingam nella ritualità sacra induista Il "filo" che forma il tessuto, nel Tantra, resta sempre la consapevolezza che come tale abbraccia anche il sesso e la relazione con l'altro, dal nostro sentire fisico a quello affettivo, emozionale, animico e più profondamente intimo e spirituale.

Come mostra la figura, nella ritualità sacra induista troviamo moltissime rappresentazioni del Lingam (il pene) al centro della Yoni (vagina) che lo avvolge. Questi oggetti fanno parte integrante della cultura spirituale indiana.

Attraverso il filo della consapevolezza, anche vivendo il sesso, giungiamo a dimensioni che trrascendono il sesso e il corpo stesso per espandere e liberare la Coscienza. Per questa ragione il tantra è volto all'attraversamento consapevole dell'esperienza del piacere sensuale e sensoriale piuttosto che all suo superamento tramite una rinuncia.

Per il tantra il corpo e la mente, la gioia, il piacere e la spiritualità sono conciliabili proprio nel momento portiamo tra questi aspetti il filo della consapevolezza. come?

Coltivando l'auto-osservazione e una costante scelta di vievre in modo etico, praticando quotidianamente delle àsana per la purificazione del corpo e dei canali energetici, facendo esercizi di concentrazione e meditazione.

Il Tantra Bianco
è una pratica proveniente dalla tradizione che prepara alla relazione empatica con l'altro. Un contatto profondo attraverso lo sguardo prolungato di chi ci sta di fronte. Lentamente ile maschere cadono e vediamo oltre i veli della personalità scorgendo l'anima dell'altro e mettendo a nudo la nostra.

 

Lo Yoga

Yoga è una parola che in sanscrito significa unione, la sua radice semantica, yuj, vuol dire "congiungere, unire". L'idea primigenia che ha ispirato tutte le pratiche di yoga è l'unione tra tutti gli aspetti dell'Essere.

La pratica dello Yoga si propone come una via scientifica di unione tra l'anima individuale e lo Spirito Cosmico, ovvero tra la parte concreta e la parte sottile dell'Essere.

Attraverso le pratiche dello Yoga si dissolve la falsa idea di separazione tra quello che percepiamo come noi stessi (al nostro corpo, alle nostre idee ed emozioni) e quello che concepiamo come Dio (il divino, il soprannaturale, il sottile invisibile principio di vita). Questo stesso concetto e obbiettivo di vita sono i fondamenti della Via dell'Uno, le cui radici sembrano essere atlantidee.

Le culture indiane tantriche e vediche sono state le prime a organizzare questa capacità innata in una vera disciplina dandogli il nome “yoga” che in sanscrito significa “unione”. A loro si deve anche il sistema dei chakra che uniscono le ghiandole e gli organi all’aspetto sottile dei corpi energetici.

Le origini dello yoga sono però antiche quanto l’uomo e affondano le loro radici nell’esistenza stessa dell’essere umano, tanto che si possono osservare perfette posizioni yoga (asana) nei feti, rilevati tramite ecografia.

In occidente lo Yoga è stato largamente diffuso in forma di pratiche ed esercizi fisici volti a portare armonia tra mente e corpo. Questo è infatti un ottimo punto di partenza quando viene mantenuto

il contatto e il confronto con l'aspetto sottile dell'Essere e viene portato nella vita pratica di tutti i giorni, nell'osservazione di sé e nell'atteggiamento etico verso la vita, ricordando che un'asana (posizione) di yoga è la sintesi fisica di un linguaggio sacro, che appartiene all'umano e al divino.

La pratica fisica dello Yoga, attraverso particolari posture (asana), è volta al raggiungimento di uno stato di unione armonica con il Tutto, compreso l'ambiente. Poiché i nervi spinali sono disposti lungo la colonna vertebrale e collegano il sistema nervoso al resto del corpo, una spina dorsale ben eretta diventa il perno mateirco attrono a cui si costruisce l'equilibrio psico-fisico.

La leggenda sembra suggerire che le origini dello Yoga appartengano all'essere umano da sempre: è infatti molto difficile risalire ad una data precisa in cui questa disciplina ha iniziato a diffondersi.

Secondo il mito, un pesce, sentendo la voce melodiosa del dio Siva insegnava alla sua sposa Parvati, le magiche âsana da lui stesso create per gli dei, si trasformò in un uomo. Da allora, Matsyendra, che in sanscrito vuol dier "pesce fatto uomo", tramandò in gran segreto le tecniche apprese dal dio ai suoi discepoli, divenendo così il primo yogin.

Nelle recenti ecografie di feti ancora a pochi mesi di vita intrauterina, si rilevano spesso posizioni che assomigliano al vere e proprie âsana. Inoltre la voce melodiosa di Siva richiama ancora una volta al verbo e al suono come tramite di trasformazione. Sembra quasi che voglia suggerire che l'evoluzione continua oltre l'uomo e che trovando gradi di armonia sempre più profondi, l'Essere da pesce si fa uomo e da uomo si fa dio.

Questo mito è pieno di sottili metafore che richiamano alle origini della vita dall'acqua e al filo evolutivo che uninisce tutte le specie da quelle più semplici a quelle più complesse proprio come ripercorre il feto durante la sua formazione.


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Contatti

Martina Ghiazza

martina.ghiazza

Cell: 335-5453528

Mail: info@laviadelluno.com

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